Book fotografico autunnale al Parco dei Faggi a Padova: idee e fotografie in esterna

Ci sono location che in autunno sembrano fatte apposta per essere fotografate. Il Parco dei Faggi a Padova è una di queste: alberi, foglie dai colori caldi e una luce particolarmente piacevole nelle ore del tardo pomeriggio. Per realizzare questo book fotografico autunnale ho scelto proprio il Parco dei Faggi come ambientazione, lavorando insieme a Martina ad una serie di ritratti in esterna.

book fotografico autunnale al parco

Martina non è una modella professionista, per questo motivo durante il book fotografico ho cercato di utilizzare accessori ed elementi naturali in modo da aiutarla a posare in modo naturale. Tra questi c’era un libro, legato alla sua grande passione per la lettura, che è diventato parte di alcune delle immagini. L’obiettivo era sfruttare l’atmosfera autunnale del parco per creare una serie di fotografie autunnali, giocando con la luce, l’ambiente e le possibilità che questa location mette a disposizione.


Guida al Ritratto Fotografico in esterna

libro fotografia di ritratti in location

Il Parco dei Faggi a Padova

Il Parco dei Faggi è una location che utilizzo spesso per realizzare dei ritratti a Padova poiché mi permette di utilizzare diverse ambientazioni naturali senza dovermi spostare in provincia di Padova o sui Colli Euganei. Muri, alberi, sentieri, zone più aperte ed altre molto più raccolte: basta spostarsi di qualche metro per ottenere un’immagine completamente diversa.

book fotografico autunnale nel parco dei faggi di Padova

In questo caso, ad esempio, abbiamo iniziato con una zona caratterizzata da un piccolo muro in mattoni. Martina si è appoggiata e abbiamo cominciato a lavorare con il libro, cercando di creare immagini che sembrassero quasi rubate a un pomeriggio passato a leggere nel parco. È una situazione molto semplice, ma proprio per questo funziona, soprattutto con chi non ha mai fatto un book fotografico. Inoltre mi piaceva l’idea di creare una fotografia che avesse una composizione abbastanza ordinata, quasi simmetrica, lasciando che fossero gli alberi intorno a Martina a fare da cornice.

Anche un libro può diventare parte dei ritratti

Una delle cose che mi aveva raccontato Martina è la sua grande passione per la lettura. A quel punto la soluzione era praticamente servita su un piatto d’argento: perché non portare un libro durante il book fotografico? Non volevo però usarlo semplicemente come un accessorio da mettere in mano alla modella. Mi interessava che avesse un senso all’interno delle fotografie e che aiutasse Martina ad avere qualcosa su cui concentrarsi.

ragazza distesa su un muretto mentre posa per book fotografico autunnale

Quando si fotografa una persona che non è abituata a stare davanti alla macchina fotografica, anche un piccolo elemento può fare una grande differenza. Avere qualcosa da fare, sfogliare un libro, guardare in una determinata direzione o semplicemente interagire con l’ambiente permette di togliere un po’ di attenzione dalla macchina fotografica. E spesso è proprio lì che arrivano le espressioni più spontanee.

La luce autunnale del Parco dei Faggi

Una delle cose che mi piace maggiormente fotografare in autunno è la luce. Nel tardo pomeriggio, soprattutto quando il sole comincia ad abbassarsi, il parco cambia completamente aspetto. La luce diventa più morbida e attraversa gli alberi creando zone illuminate e altre completamente in ombra. E naturalmente io non potevo farmi scappare l’occasione. Invece di cercare una luce perfettamente uniforme, ho iniziato a sfruttare proprio queste differenze.

Immagini autunnali ragazze

A seconda della posizione di Martina potevo avere uno sfondo più luminoso, uno più scuro oppure utilizzare la luce che filtrava tra gli alberi per creare un’atmosfera completamente diversa. È una delle ragioni per cui mi piace tanto fotografare in esterna: la location non è mai veramente statica. Anche semplicemente spostandosi di qualche metro cambia tutto.

Anche le foglie finte fanno parte della fotografia

E poi siamo arrivati alla parte che probabilmente, guardando alcune fotografie finali, nessuno immaginerebbe. Le foglie. A un certo punto ho avuto l’idea di realizzare alcune immagini completamente immerse nei colori dell’autunno, facendo sdraiare Martina direttamente tra le foglie. Sì, lo ammetto: non sono tutte foglie naturali. Una piccola parte le abbiamo aggiunte noi per aumentare il colore e rendere la scena un po’ più particolare.

ragazza distesa con foglie autunnali

Perché alla fine la fotografia è anche questo. Quella che sembra una situazione completamente spontanea spesso nasce da una serie di piccole scelte fatte sul momento. E non c’è niente di male nel dare una piccola mano a madre natura. Anzi, qualche foglia in più non ha mai fatto male a nessuno.

Fotografare tra le foglie

Per queste fotografie ho cercato di portare il book in una direzione più giocosa e meno convenzionale. Martina si è lasciata completamente ricoprire dalle foglie, arrivando persino ad averne alcune tra i capelli.

book fotografico autunnale ragazza immersa nelle foglie

Qui la posa diventa ancora più importante, perché fotografare una persona sdraiata a terra non significa semplicemente dirle “mettiti lì” e premere il pulsante. Bisogna capire come posizionare il corpo, dove mettere le mani, come orientare il viso e soprattutto come mantenere un’immagine naturale senza perdere la composizione. In questo caso abbiamo fatto diverse prove prima di trovare quella che mi convinceva davvero.

Il risultato del book fotografico al Parco dei Faggi

Alla fine abbiamo ottenuto una serie di immagini molto diverse tra loro. Ci sono i ritratti più classici, quelli ambientati tra gli alberi, le fotografie con il libro e quelle più particolari realizzate tra le foglie. Partendo da un’idea abbastanza semplice siamo riusciti quindi a costruire un racconto più vario, sfruttando quello che il Parco dei Faggi ci offriva quel pomeriggio.

È proprio questo uno degli aspetti che preferisco della fotografia in esterna: non sapere esattamente quale sarà la fotografia migliore fino a quando non la realizzi.

La location, la luce, la persona che sto fotografando e anche un piccolo imprevisto possono cambiare completamente la direzione di uno shooting.

Ed è probabilmente questo il motivo per cui continuo a preferire questo tipo di fotografia a un set completamente prevedibile.

Perché sì, avere un’idea di partenza è importante.

Ma lasciare un po’ di spazio a quello che succede davanti alla macchina fotografica lo è ancora di più.

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Alessandro Zugno | Fotografo e Videomaker
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